Nuovo blog….

10 Ott

Ragazzi, parliamoci chiaro. Sto blog non si sa di che parla e lo aggiorno una volta ogni morte di papa. Allora, ho deciso di aprire un nuovo blog, che parli solo di politica. Così ha una chiara connotazione, anche perché, alla fine, anche di qui parlavo spesso di quello. Si chiama Mac e martello. Spero vi piaccia.

Qui, forse, continuerò a parlare di quello che mi pare.

PS: questo blog è improvvisamente diventato, chissà per quale ragione, numero 3800 a livello nazionale!

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Supercervelli

6 Set


Superprelievo oltre i 90.000, no lo togliamo, no oltre i 200.000, anzi oltre i 500.000.
Niente aumenti all’IVA, state sicuri. Anzi forse sì, ma per poco. No, sicuramente sì, definitivamente.
Stretta sulle pensioni di invalidità, anzianità e reversibilità. No, è una cazzata. Vabbè ma alle donne sì, le donne sì.
Accorpiamo ste feste non comandate. Quelle religiose no. No vabbè, stavamo scherzando, quelle laiche no, i santi patroni sì.
Aboliamo le province sotto i 300.000 abitanti. No non è possibile. No le aboliamo tutte. Vabbè scriveremo un disegno di legge e si vedrà.
E visto che ci siamo, via pure i comuni sotto i 1000 abitanti. C’avete creduto? Nooo, gli mandiamo un podestà. Ci credete? Noo, li invogliamo a consorziarsi. Ecco sì, ci dovremmo essere.
Deroga dei contratti nazionali sì. Deroga delle leggi nazionali sul lavoro sì. Insomma deroghe sì.
E da quando? Boh, che anno è? Vabbè facciamo 2014… No vabbè, ci stanno i mondiali, facciamo 2013.

Nomen omen

5 Set


Nomi inventati dai giornali per manifestanti:
antagonisti,
anarchici,
anarco-insurrezionalisti,
black block,
altermondialisti,
noglobal,
frange estreme,
sinistra radicale,
estremisti di sinistra,
violenti,
facinorosi,
comunisti,
giovani dei centri sociali.

Altri?

Precarietà autoinflitta

2 Ago

Leggo con piacere, da qualche tempo, il sito del Fatto Quotidiano e i blog ad esso collegati.

Oggi, mi è capitato di leggere questo post, in cui si sostiene che non bisogna più demonizzare la precarietà, ma si potrebbe per esempio istituzionalizzarla in modo che sia una fase di passaggio, erodendo al tempo stesso i diritti dei lavoratori a tempo indeterminato.

Vi riporto la mia risposta, che spero venga presa in considerazione:

In tutta onestà, mi pare abbastanza restauratore da parte tua sostenere che quelli dei lavoratori a tempo indeterminato siano privilegi e non diritti.
E’ la solita storia della guerra tra poveri.
Se sono precario e senza futuro me la prendo con mio padre che fa l’impiegato da 30 anni nello stesso posto con praticamente lo stesso stipendio (da vent’anni, grazie ai cari progressisti, non adeguato neanche all’inflazione) oppure con chi specula sul lavoro e sulla finanza?
La durata media del possesso di un’azione è 10 secondi, è questo il vero scandalo. E’ solo speculazione.
Son d’accordo che alcune forme di flessibilità vanno tollerate, ma devono essere superpagate e non sottopagate rispetto al tempo indeterminato (non abbassando i minimi salariali dei CCNL, già bassi di loro).
La verità è, lasciatelo dire, che l’offerta di lavoratori è già superflessibile, mentre è la domanda a essere ancora molto rigida. Non c’è flessibilità da parte delle aziende, che ormai assumono solo persone alle prime armi, da inserire tramite apposita gavetta, paragonabile al nonnismo militare, fatta di stage, contratti atipici, partita iva e contratti di inserimento. E’ questo l’altro vero scandalo.
Le aziende hanno preteso flessibilità estrema senza fornirne alcuna.
Il resto mi paiono esercizi di stile di economia teorica.

Terra solidale

20 Apr

Tutta l’Italia discute da tempo della questione immigrati tunisini (ma saranno poi veramente tali?). Li dobbiamo ospitare, li dobbiamo respingere, li dobbiamo inoltrare alla Francia, gli dobbiamo sparare addosso…….

Nel frattempo, la maggior parte di questi sono stati trasferiti da Lampedusa a Manduria, la mia terra.

Qualcuno ci ha provato a far notare che i cittadini locali non avevano reagito bene.

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Andiamo avanti così…

13 Apr

Ultimamente mi è capitato di confrontarmi molto spesso con il tema della precarietà.

Un po’ perché in realtà sono precario, e mi sto rendendo conto di esserlo molto più strutturalmente di quanto non credessi.

Un po’ perché nelle ultime settimane sembrano parlarne tutti, o almeno tutte quelle persone abbastanza intelligenti da aver parlato poco e smesso da parecchio di parlare di bunga bunga et simila, re incontrastato degli argomenti pseudo politici creati ad arte per distrarre l’attenzione del cittadino dai problemi seri che lo circondano.

Così, ci ritroviamo in un Paese in cui, anche se consideriamo la fascia storicamente messa meglio dei lavoratori, i laureati, ci ritroviamo con dati imbarazzanti, cioè con una disoccupazione a 3 anni dalla laurea ancora del 7% e un tasso di precarietà (lavoratori a partita iva e contratti a termine) del 44,8% degli occupati.

Non so se vi rendete conto:

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Cinguettiamo!

23 Feb

Seguitemi su twitter: @redtaras

Dopo molta resistenza ed ignoranza, spinto dal gran parlare che si fa in questi giorni dell’aiuto delle piattaforme social alle rivoluzioni (non guerre civili…) nel mediterraneo Arabo, mi sono iscritto a Twitter.
Devo dire che è eccezionale!
Sapete da tempo utilizzo il sistema degli Rss e alla fine leggo praticamente solo i titoli della maggior parte dei feed.

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